He will never see his father

AWARDS – WPPI – LAS VEGAS 2017:
  • 1° PORTRAIT DIVISION and Grand Award. “He will never see his father”
Prosegue e si evolve il progetto di fotografia sociale ed estetica intrapreso nel 2015 che ha portato David Batianoni a vincere per tre anni consegutivi il premio più prestigioso del settore, il Grand Award al WPPI di Las Vegas. Partendo dal concetto di puro design ed estetica con l'album vincitore del Grand Award 2015 The Fabulous World of Austin and Josephine, il progetto dal sapore Anni’ 20, parte già dagli scatti realizzati con ottiche e tecniche che rispecchiassero l’epoca e una grafica fatta di immagini ed annotazioni dal sapore Retrò. Prosegue con una fotografia interamente rivolta al sociale nel 2016 e si aggiudica il Primo posto con l'album Two Culture one Love dove racconta la differenze di tradizioni e ritualità di due culture, quella indiana e quella inglese, mostrandole attraverso le loro similitudini. Arriva quest'anno la chiusura del cerchio con l'immagine vincitrice del Grand Award 2017 He will never see his father, che racchiude composizione estetica e impatto sociale. Una fotografia nata da un idea per una riflessione, che non dà delle risposte ma che è volta a creare delle domante provocando una discussione in chiunque la guardi. Il concetto di base è: la realtà fotografica non è realtà della conoscenza del singolo. Il simbolo più evidente in questa foto che accomuna tutti i popoli, non deve essere il vero “simbolismo” che troviamo nell'immagine quali croce, bandiera, chador, bara, ma il simbolo, meglio chiamarlo sentimento che tutti possono sentire/vedere, è la perdita. Perdita intesa come sia quella fisica che quella morale di un innocente davanti ad una forza più grande di lui che ancor prima di nascere dovrà soffrire la mancanza di un genitore di cui non conoscerà mai la sua voce, il suo odore, le sue mani. La perdita è un sentimento senza ceto sociale o credo è solo un uomo a cui è stata tolta la possibilità di essere padre. Se ci si chiede “perchè allora hai usato quei simboli che sono di forte impatto religioso/politico?” rispondo dicendo ancora una volta La realtà fotografica non è realtà della conoscenza del singolo ciò significa che se si ricerca l'origine dei simboli si può trovare che la croce maya era strumento utile a orientare ciascun individuo verso la conoscenza di sé e del proprio destino nel fine di trovare o riprendere il proprio cammino, e/o per confermare e rafforzare la strada che già si è intrapresa, quindi tutt'altro simbolo di morte della croce cristiana. Nella nostra società, siamo fortemente influenzati da condizionamenti esterni facendoci confrontare tutti i giorni con modelli prestabili che ci dicono come sia giusto vivere, cosa sia meglio fare, come è meglio pensare. Questo progetto ha l'intento di non fermarsi alla realtà visiva dell'immagine ma guardare oltre ed anche per far ricordare ai fotografi che, come tali, hanno la possibilità di comunicare un idea per spingere le persone a riflettere su realtà che, se non urlate, potrebbero essere dimenticate. Vorrei ringraziare di cuore Rocco Ancora per l'ottima qualità di stampa, la professionalità dimostratami e l'amicizia che ci lega. Continues and evolves the project of social photography and aesthetics began in 2015 that led David Batianoni to get for the third times in a row the most prestigious Award in the category, the Grand Award at WPPI in Las Vegas. Starting from the concept of pure design and aesthetics with the album won the Grand Award 2015 The Fabulous World of Austin and Josephine the project flavor Years' 20, He used for theese shots lenses and techniques that would reflect the epoch and a graphic made of images and annotations with a retrò flavor. Continuing with a photography completely directed to the social in 2016, he got the first place with the album “Two Cultures One Love” where tells the differences of the traditions and rituals of two cultures, Indian and English, showing through their similarities. This year arrives the closing of the circle, with the winning image of the Grand Award 2017He will never see his Father”, a picture that contains the composition aesthetic and social impact. An image born from the idea to make ponder, it doesn't answer to the questions but wants to create them. That it's able to provoke a discussion on everyone who sees it. The basic concept is: The photographic reality isn't the reality of the individual's knowledge. With this in mind I would like to submit with the intent to find new points to ponder. The most obvious symbol in this photo shared by all the peoples, should not be the true symbolism that we find in the image such as the cross, flag, chador, coffin, but the symbol, better to call it feeling that everyone can hear /see, is the loss. Is the moral and physical loss of an innocent in front of a force greater than him, that even before birth he will have to suffer the lack of a parent who will never know his voice, his smell, his hands. The loss is a feeling without social class or religious beliefs, there is only a man who was deprived of the opportunity of being a father. If you ask me "Why did you use those symbols that are of great religious / political impact?" I answer by saying once again The photographic reality isn't the reality of the individual's knowledge this means if you research the origin of the symbols you may find that the cross was maya useful tool to guide each individual towards self-knowledge and his own destiny in order to find or resume its journey, and / or to confirm and strengthen the road that has already been undertaken, far from the symbol of death of the Christian cross. In our society, we are strongly influenced by external conditions. Every day we are confronted with loanable models that tell us how it is right to live and what is best. This project has the intention of not stopping the visual reality of the image, but look beyond and also to remind the photographers who, as such, have the ability to communicate an idea to get people to think about the reality that, if not screamed , they might be forgotten. I would also like to thank Rocco Ancora for the excellent print quality and the professionalism shown me.

He will never see his father
David Bastianoni wedding photographer